Compromesso e rogito non coincidono? Ecco quale prevale

Quando si compra casa, il percorso è quasi sempre lo stesso: prima si firma il compromesso, poi si arriva al rogito davanti al notaio.

Può capitare però che, al momento della firma definitiva, alcune condizioni cambino oppure spariscano del tutto ed è proprio lì che nasce il dubbio: se compromesso e rogito dicono cose diverse, quale documento conta davvero?

La risposta, nella maggior parte dei casi, è semplice: vale il rogito.

Infatti, una volta firmato il contratto definitivo, è quello il documento che regola tutti gli accordi tra venditore e compratore.

Perché il rogito prevale sul compromesso

Il compromesso serve soprattutto a “bloccare” la vendita e a impegnare le parti ad arrivare al rogito.

Ma quando si firma l’atto definitivo dal notaio, il compromesso perde la sua funzione. Da quel momento conta solo ciò che è scritto nel rogito.

In pratica, il contratto finale sostituisce quello precedente.

Questo significa che non si possono più pretendere condizioni presenti solo nel compromesso ma assenti nell’atto definitivo.

Esempio pratico

Nel compromesso era scritto che nella vendita erano inclusi anche i condizionatori.

Nel rogito, però, questa voce non compare.

Risultato? Il venditore non è obbligato a lasciarli, perché fa fede solo ciò che è riportato nell’atto finale.

Se qualcosa cambia nel rogito, il nuovo accordo è valido

Molte persone pensano che le differenze tra compromesso e rogito siano errori o dimenticanze.

In realtà, per la legge si presume che siano modifiche volute dalle parti.

Firmando il rogito, infatti, venditore e compratore confermano di accettare le nuove condizioni.

Non serve firmare altri documenti o scrivere “abbiamo cambiato idea”: basta la firma sul contratto definitivo.

Come fare per mantenere validi gli accordi del compromesso

C’è però una cosa importante da sapere: alcuni accordi del preliminare possono restare validi anche dopo il rogito, ma bisogna scriverlo chiaramente.

Se una clausola importante non viene riportata nell’atto finale, rischia di sparire del tutto.

Per evitare problemi, occorre inserire nel rogito una frase che richiami espressamente gli accordi precedenti.

Chi deve dimostrare che il vecchio accordo è ancora valido?

Se nasce una contestazione, spetta a chi reclama il vecchio accordo dimostrare che è ancora valido.

E attenzione: nel settore immobiliare non bastano parole o promesse verbali. Serve una prova scritta.

Bisogna quindi avere un documento firmato insieme al rogito — oppure inserito direttamente nell’atto — che confermi che quella clausola del compromesso doveva restare efficace.

Senza una prova scritta, il giudice considererà valido solo il rogito.

Come evitare problemi tra compromesso e rogito

Prima di firmare il rogito, conviene sempre controllare con attenzione che tutti gli accordi importanti siano presenti nel testo definitivo.

Per evitare brutte sorprese:

  • confronta sempre compromesso e rogito;
  • verifica che ogni accordo importante sia scritto nero su bianco;
  • non fidarti di promesse solo verbali;
  • fai inserire eventuali richiami al preliminare;
  • chiedi supporto a un professionista prima della firma.

Hai dubbi sul compromesso o sul rogito?

Quando compromesso e rogito sono diversi, nella maggior parte dei casi prevale il rogito.

Per questo motivo è fondamentale leggere bene l’atto finale prima di firmarlo: tutto ciò che non viene confermato nel contratto definitivo potrebbe non avere più alcun valore.

Se hai dubbi sul tuo preliminare, sul rogito oppure vuoi verificare che tutti gli accordi siano tutelati correttamente, puoi prenotare una consulenza gratuita: analizzeremo la documentazione e ti aiuteremo a capire come proteggere al meglio il tuo acquisto immobiliare.

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